R. Barbero

MAESTRI PAZZI

SERIE ARANCIO da 10 anni in su
Illustrazioni di S. Frasca

LA STORIA
Per fortuna non tutti i maestri sono pazzi come quelli di questa storia.
Certamente non se ne vedono vestiti da Don Chisciotte in giro per i giardini a dar la caccia ai ladri di pneumatici o ad assalire innocui vecchietti che danno da mangiare ai piccioni, che è quello che succede in questa storia.
Leggetelo insieme, alunni ed insegnanti, divertitevi a seguire le stravaganze dei personaggi della storia ma, per carità, non imitateli!

L’AUTORE
Roberto Barbero da sempre vive a Torino, dove è nato il 25 aprile 1949. Si è laureato in Lettere Moderne e da più di vent’anni fa l’insegnante. Ha iniziato a scrivere fin dall’adolescenza, sperimentando diversi generi letterari, in un primo momento soprattutto nel campo della saggistica, fin quando ha incominciato a scrivere storie per ragazzi.

L’ILLUSTRATORE
Simone Frasca, nato a Firenze nel 1961, si è formato come illustratore a Milano collaborando con Libero Gozzini e lo Studio Triagono, di Nicola Falcioni e Margherita Saccaro.
Nel 1991 è tornato a vivere e lavorare a Firenze, dove lavora prevalentemente per l’editoria per ragazzi.
A volte scrive anche i testi che illustra, è il caso di Minaccia dallo spazio (Fatatrac), Bruno lo zozzo (Piemme), Renato e la tv dei pirati (Piemme) e Clara nella Nebbia (E.Elle).
Ancora per Piemme ha illustrato Guidone mangiaterra e gli sporcaccioni e Il ritorno del marchese di Carabas, entrambi di Sebastiano Ruiz Mignone.
Nel 1996 ha ricevuto la Menzione speciale alla Mostra Nazionale d’illustrazione città di Verbania.

COME INCOMINCIA LA STORIA:
Dove si racconta che tipo di classe fosse la quinta B

I quattordici bambini della quinta B erano, come si dice, pochi ma buoni.
Erano la disperazione del direttore, dei maestri, degli alunni delle altre classi e dei genitori.
I quattro peggiori erano Umberto e Alessia (i più scalmanati) e Federica e Stefano (i più furbi). Ma non scherzavano nemmeno gli altri dieci, che si chiamavano Andrea, Mara, Giorgia, Piero, Domenico, Antonio, Arturo, Daniele, Carlo e Matteo.
I più disperati di tutti erano naturalmente i maestri della classe, tanto è vero che l’anno prima c’erano stati ben 24 insegnanti diversi.
Se siete bravi in aritmetica potete fare il conto: 24 maestri in 8 mesi di scuola fanno 3 al mese. Infatti, appena conoscevano la classe, ai maestri veniva subito il mal di testa. Il giorno dopo veniva il mal di stomaco. Dopo una settimana, o al massimo due, veniva il mal di cuore, e allora i poveretti decidevano che era meglio stare a casa piuttosto che affrontare quella gabbia di leoni.
Altro che gabbia di leoni! Era meglio mettere la testa in bocca ad una tigre piuttosto che infilare anche solo il naso dentro la porta della quarta B!
Ma che cosa facevano di così terribile quei cari bambini?

UNA DELLE PROPOSTE OPERATIVE:
IL TORNEO DEI CAVALIERI

Il maestro Stanislao, ad un certo punto della storia, è convinto di essere un cavaliere.
Puoi immaginare di diventare anche tu un cavaliere con questo gioco.

Si appende al soffitto, oppure a un albero, una corda che abbia in fondo un anello di circa 10 cm di diametro. Questo anello deve stare a circa 2 metri da terra. I giocatori sono divisi in “cavalieri” e “cavalli” (i più robusti). Ciascun cavaliere sale in groppa al suo “cavallo” tenendo in mano una pallina di spugna o di carta colorata.
Il cavallo si avvicinerà all’anello “al piccolo trotto” senza fermarsi, mentre il cavaliere cercherà di far centro con la pallina.
Il cavaliere che avrà totalizzato più centri nei vari turni di gioco, vincerà insieme al suo “cavallo”.


  • Versioni MISTE MULTIMEDIALI
  • Testo
    • ISBN: 9788846610256
    • Pagine: 104
    • Codice: G1025
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