Chilometri di bit. Gli archivi nazionali online

Codici antichi, polvere, filigrane, epigrafi, paleografia… Questo, un tempo, il campo semantico delle associazioni mentali che veniva in mente a chiunque fosse interrogato sulla parola “archivio“.

Oggi, fortunatamente, non è più così. O almeno, non solo. Perché il mondo di carta contenuto negli archivi, in cui si custodisce il ricordo della storia trascritta nei documenti che ne hanno segnato i passaggi significativi, si è aperto alle nuove tecnologie, e ci ha preso gusto. Dai cataloghi all’indicizzazione online, il passo non è stato breve, ma ora sembra correre veloce, suffragato dalle enormi potenzialità del mezzo.

Ma come è strutturato un archivio storico online? Cosa offre e soprattutto, come può interagire in modo efficace con la didattica e con l’istituzione scolastica?

Innanzitutto, la creazione di una vetrina online facente riferimento a una istituzione archivistica statale risponde a molteplici esigenze:

  • favorire la conoscenza dell’Archivio, delle sue funzioni storiche e attuali
  • dare visibilità alle attività dell’Archivio, in tema di divulgazione del patrimonio nazionale custodito al suo interno
  • rendere fruibile la consultazione del patrimonio documentale
  • aprire l’archivio a un pubblico non solo di esperti, studiosi e storici, ma ai cittadini, in particolare a quelli in divenire: gli studenti.

Per vedere come gli archivi hanno scelto di rispondere a queste domande, prenderemo in considerazione tre esempi, relativi ad altrettante importanti istituzioni archivistiche mondiali: The National Archives del Regno Unito, The National Archives della città di New York e l’Archivio di Stato di Torino.