Tra contributi volontari e crowdfunding. Le scuole italiane alla ricerca di finanziamenti

Per le scuole che si trovano a dover affrontare la situazione odierna, fatta di carenza di fondi e di sicurezza, la ricerca dei finanziamenti non si presenta sicuramente come un’impresa semplice.

Il XIV rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi pubblicato nel dicembre del 2013 fornisce una fotografia poco edificante della situazione in cui versano le scuole italiane dopo anni di inesistente pianificazione degli investimenti statali. Dei 42.000 edifici scolastici italiani circa il 40% è privo del certificato di agibilità, mentre il 60% non ha quello di prevenzione incendi. Eppure una maggior attenzione verso la salubrità e la sicurezza strutturale degli edifici, non solo avrebbe impatti positivi sulla qualità degli ambienti frequentati dagli alunni, ma costituirebbe, tramite l’attuazione di politiche volte all’efficienza energetica e all’introduzione di buone pratiche, un ottimo modo per combattere la crisi ed abbattere i costi di gestione.

La necessità per le scuole di fare un uso oculato delle risorse disponibili si è fatta sempre più pressante negli ultimi anni come conseguenza di una costante diminuzione dei finanziamenti provenienti dallo Stato. Basti pensare a quanto accaduto al Mof – fondo per il miglioramento dell’offerta formativa dal quale dipendono tra l’altro le attività integrative promosse dalle scuole (corsi di recupero, di teatro, etc.) e il pagamento delle ore di supplenza – di recente dimezzato per pagare gli scatti di anzianità dei docenti.

Se la manutenzione straordinaria finalizzata alla messa in sicurezza degli edifici scolastici sembra aver richiamato l’attenzione degli ultimi governi, il mantenimento di un’offerta formativa relativamente ricca da parte delle singole scuole, essendo meno emergenziale, ha potuto invece contare solo su altre modalità di finanziamento meno usuali. Vediamo quali.